Leone Ginzburg (1909-1944) Letterato e antifascista. Assassinato dalle SS. Cimitero del Verano. Roma
Leone Ginzburg, nato Lev Fëdorovič Ginzburg (in russo Лев Фёдорович Гинзбург?; Odessa, 4 aprile 1909 – Roma, 5 febbraio 1944), è stato un letterato e antifascista italiano di origini ebraiche russa e ucraina, animatore della cultura italiana negli anni trenta. Nato a Odessa dagli ebrei Fëdor Nikolaevič Ginzburg e Vera Griliches, era l'ultimo di tre fratelli: lo precedevano Marussa (1896) e Nicola (1899). Era in realtà figlio naturale dell'italiano Renzo Segré, con cui la madre aveva avuto una fugace relazione mentre si trovava in villeggiatura a Viareggio; Fëdor lo aveva però riconosciuto come suo e Leone stesso lo considerò sempre come il proprio padre. La famiglia Ginzburg era benestante e culturalmente molto vivace. Fëdor, originario del governatorato di Vilnius, si chiamava in realtà Tanchum Notkovič Ginzburg, ma per ragioni di affari aveva russificato il proprio nome in Fëdor Nikolaevič (era titolare di un ufficio di rappresentanze commerciali di ditte estere). Vera, che pure aveva cambiato nome da Hava-Golda, proveniva da San Pietroburgo ed era una donna dalla forte personalità, assai attiva in campo sociale. Dal punto di vista religioso i Ginzburg rispettavano le tradizioni ebraiche, ma avevano ampie vedute, poco propense ai dogmi. Anche in politica vigeva una notevole libertà e ciascun membro seguiva posizioni diverse: il padre era vicino al cosiddetto partito dei cadetti, la madre era di sinistra ed aderiva ai nazional-socialisti; e così i figli, con Nicola che divenne socialdemocratico e Marussa che fu attiva tra i socialisti rivoluzionari. Figura importantissima nell'infanzia di Leone fu l'italiana Maria Segré (sorella del suo padre naturale), che sin dal 1902 viveva presso la famiglia in qualità di istitutrice. Insegnò ai tre fratelli il francese e l'italiano e fu lei a creare i rapporti tra i Ginzburg e l'Italia. Leone fu per la prima volta in Italia nel 1910, quando trascorse le vacanze a Viareggio con la madre e i fratelli. Questa consuetudine si ripeté anche negli anni successivi sino allo scoppio della Grande Guerra, nel 1914: in quell'occasione la madre e i fratelli maggiori tornarono a Odessa mentre il figlio minore, per evitargli un pericoloso viaggio in mare, rimase nella Penisola con la Segré, che divenne per lui quasi una seconda madre. Il giovane Ginzburg visse in Italia per tutta la durata del conflitto, dividendosi tra Roma e Viareggio. In quest'ultima città frequentò le scuole elementari, quindi entrò nel ginnasio; suo insegnante di lettere fu Elpidio Jenco. Frattanto, passati attraverso la Rivoluzione d'ottobre, i parenti rimasti in Russia si trovavano in difficoltà: nonostante avessero sostenuto la rivolta, i Ginzburg dovevano soffrire nuove pesanti limitazioni. L'anno successivo tutta la famiglia si era stabilita a Torino e fu raggiunta da Leone che si iscrisse alla seconda classe del liceo classico Gioberti. Nel 1921 i Ginzburg si spostarono ancora una volta: furono a Berlino, dove il padre aveva avviato una nuova società commerciale insieme a un amico. Leone dovette quindi riprendere la lingua russa e fu iscritto alla scuola russa della città, dove proseguì gli studi ginnasiali. Nell'autunno 1923, mentre il padre restava in Germania per lavoro, la famiglia si riportò a Torino e qui Leone preparò, nel 1924, l'esame ginnasiale. Tra il 1924 e il 1927 concluse gli studi classici, frequentando il liceo D'Azeglio. Compagno di studi di Sion Segre Amar, Giorgio Agosti e Norberto Bobbio, ebbe come insegnanti Augusto Monti, Umberto Cosmo e Zino Zini; Cosmo, poiché non era allineato al regime fascista, fu sostituito nel 1926 dal giovanissimo Franco Antonicelli. Nel 1931 si laureò in lettere all'Università degli Studi di Torino con una tesi su Maupassant. Alla fine del 1932, Ginzburg ottiene la libera docenza di letteratura russa presso l'ateneo torinese. Nel 1938 sposò Natalia Levi (meglio nota come Natalia Ginzburg), dalla quale ebbe due figli e una figlia: Carlo Ginzburg, poi divenuto noto storico, Andrea, economista, e Alessandra, psicanalista. Nel giugno del 1940 fu mandato al confino a Pizzoli, in Abruzzo, fino alla caduta del fascismo: in quel periodo lavorò alla revisione della sua traduzione di Guerra e pace. Liberato nel 1943 alla caduta del fascismo, si spostò a Roma dove fu uno degli animatori della Resistenza nella capitale. Nuovamente catturato e incarcerato a Regina Coeli, fu torturato dai tedeschi perché rifiutò di collaborare. Dopo un violento interrogatorio da parte delle SS, con volto e labbra tumefatte, dirà al detenuto Sandro Pertini: «Guai a noi se domani non sapremo dimenticare le nostre sofferenze, guai se nella nostra condanna investiremo tutto il popolo tedesco». Morì in carcere, in conseguenza delle torture subite, la mattina del 5 febbraio 1944. È sepolto presso il cimitero del Verano di Roma. #tombefamose #tombeillustri #verano #roma #shoah #leggirazziali #ginzburg #antifascismo #tomba #ss #reginacoeli
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Leone Ginzburg (1909-1944) Letterato e antifascista. Assassinato dalle SS. Cimitero del Verano. Roma
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